SALVINI-TAJANI: LO SCONTRO IN EUROPA A FAVORE DELLA LEGA DOPO L’USCITA DI SCENA DELLA MERKEL

SALVINI-TAJANI: LO SCONTRO IN EUROPA A FAVORE DELLA LEGA DOPO L’USCITA DI SCENA DELLA MERKEL

Roma, 10:27 – L’uscita di scena della Merkel anticipa i cambiamenti in arrivo in Europa che prenderanno forma nel voto di maggio prossimo. A Bruxelles verrano percorse nuove linee d’intervento. Ci sarà una nuova maggioranza e, soprattutto, nuovi commissari. Un nuovo presidente del Parlamento europeo e della Bce.

La cancelliera tedesca, con le annunciate dimissioni dalla guida della Cdu dopo il tracollo del partito in Baviera e nell’Assia -10%), apre le porte alla componente più rigida dei popolari tedeschi. Quelli vicini alla linea politica della destra dell’Afd. In Germania, con forme diverse, si avvicina un governo a trazione populista. Nel senso più rispondente alle pulsioni dei cittadini. Con i verdi, al posto dell’Spd (-10% anche loro), che faranno la parte dei grillini tedeschi nel Bundestag.

Mancava all’appello, nel nord Europa, solo la Germania per far partire il nuovo corso nell’Ue. “My Europe is closer to the People”, scrive Manfred Weber; antagonista della Merkel, vicino all’intransigente Seehofer della Csu, e candidato alla presidenza della Commissione europea per il Ppe.

Questo è lo scenario che l’Italia avrà davanti a se’ all’Europee. Al netto della sinistra ai minimi storici in tutti gli Stati membri, la partita si giocherà nel centrodestra. Con Salvini che piazzerà un commissario europeo e Tajani che tenterà un secondo mandato alla presidenza dell’Europarlamento. Uno scontro tra Lega e Forza Italia. Che poi saranno alleati (con Forza Italia ripiegata sulla metamorfosi del Ppe) a Bruxelles nella maggioranza: popolari, sovranisti e liberali. Come in Germania se cadrà il IV governo Merkel. Tutto torna ai tedeschi che sono i soci di maggioranza dell’Ue; un popolo talmente votato alla realpolitik che ha dato mandato – riferiscono fonti autorevoli – alla segreteria generale della Commissione europea di avviare un nuovo percorso di relazioni diplomatiche e politiche con gli Usa di Trump.

Resta solo la guida della Bce. Qui gli italiani dovrebbero fare squadra per replicare l’effetto Berlusconi sulla scelta di Draghi. Una banca centrale europea che in questi anni ci è stata molto vicina.

RFI24 – PRESS
Marco Trombetta