MANOVRA ECONOMICA: LE INCERTEZZE DELLE SANZIONI UE E I TEMPI A FAVORE DELL’ITALIA

MANOVRA ECONOMICA: LE INCERTEZZE DELLE SANZIONI UE E I TEMPI A FAVORE DELL’ITALIA

Roma, 10:15 – “Non ci possono sanzionare per i conti futuri. Allora, dovrebbero iniziare a farlo su quelli reali: Francia, Germania e Spagna, dati di crescita alla mano, rischiano di sforare il tetto del deficit al 3% quest’anno”. Così ha detto il presidente della commissione Bilancio alla Camera, Claudio BORGHI della Lega. 

Il Governo non molla sul braccio di ferro con la Commissione europea. Giuseppe Conte, in visita ad Abu Dhabi, ha confermato che non ci sarà nessuna correzione alla manovra. Anche se “il dialogo con l’Ue sarà costruttivo”, ha aggiunto il premier. 

Le maggiori preoccupazioni giungono però dallo spread che non dà segnali di raffreddamento, ieri il differenziale btp/bund è salito fino a quota 313. 

I tecnici europei, nonostante tutto, vanno avanti e preparano il rapporto sul debito italiano che renderanno pubblico il 21 novembre. Da allora, qualora confermate le critiche al deficit al 2,4%, si aprirà la procedura d’infrazione del patto di stabilità. Le sanzioni non dovrebbero partire prima della fine di gennaio prossimo.

Su questi tempi gioca l’esecutivo di Palazzo Chigi che punta sul voto in Europa del 26 maggio per ribaltare la maggioranza a Bruxelles. Se le forze populiste prevarranno, con in testa la Lega di Salvini, la procedura d’infrazione della Commissione perderà forza. L’Europa, a quel punto, potrebbe realmente iniziare un nuovo progetto di revisione e rafforzamento; il vero obiettivo del leader leghista. 

Nel frattempo intervengono nel dibattito anche il presidente Mattarella e il ministro delle finanze tedesco, Olaf Scholz. Il primo ammonisce l’UE affinché non sia vista dai cittadini come un “comitato d’affari estraneo, se non avverso”. Scholz, invece, si spinge oltre e quasi giustifica le scelte del governo : “Mi stupiva il fatto che in Italia mancasse un sostegno per i disoccupati di lungo periodo. Se il governo lavora su questioni come queste, possiamo capirlo”, ha detto – precisando – che naturalmente servirà “cautela per il debito sovrano molto alto”. 

RFI24 – PRESS